giovedì 6 giugno 2013

L'INFLAZIONE, UN PROBLEMA DEL PASSATO E DEL PRESENTE.




L'INFLAZIONE, UN PROBLEMA DEL PASSATO E DEL PRESENTE.

DEFINIZIONE
                                                           
L’inflazione è l’aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi, che causa la perdita del potere d’acquisto della moneta; cioè con la stessa liquidità si può acquistare una minore quantità di prodotti e prestazioni.

LA BANCA CENTRALE EUROPEA
La banca centrale europea (BCE) è una banca che ha il compito di attuare e dirigere la politica monetaria all'interno dell’area dell’euro, anche se il suo raggio d’azione comprende tutti i 27 paesi dell’unione europea. È un organo con funzioni specifiche e molto importanti; presieduta dall'economista italiano Mario Draghi a partire dal novembre 2011 (già governatore della banca d’Italia) con sede a Francoforte, Germania, ha il principale compito di mantenere la stabilità dei prezzi, ovvero non far aumentare o diminuire in maniera eccessiva i costi di beni e servizi, e farsi da garante del valore della moneta. 
                     

Compito della BCE è anche quello di controllare le emissioni di banconote, l’effettuazione di operazioni sul mercato dei cambi, la gestione delle valute estere e la tutela della stabilità del sistema finanziario. Nata il 1 giugno del 1998 ha da poco compiuto 15 anni di servizio. Da quando 17 paesi hanno deciso di adottare una moneta unica, l’euro, si è resa necessaria anche la creazione di una banca che potesse mantenere stabile l’inflazione su un territorio che fosse più ampio dei singoli confini degli stati nazionali. L’importanza e la necessità della BCE ha avuto effetti molto tangibili tra i cittadini europei in quanto l’inflazione è calata notevolmente rispetto agli anni precedenti come ci illustra il grafico sotto riportato.    

                                                    
                                       L’inflazione negli anni-fonte sito BCE

GLI ORGANI DELLA BCE
Come avevo già sopra accennato oltre al presidente della BCE, che al compito di coordinare tutti i lavori all'interno dell’Euro-Tower (nome della sede della BCE), e formata da 3 organi molto importanti:
  • CONSIGLIO DIRETTIVO: è l’organo più importante ed è composto, oltre che dal presidente e dal vicepresidente della BCE, dai governatori delle banche centrali nazionali dei 17 paesi dell’area dell’euro. Si riunisce in seduta comune 2 volte al mese; la prima per discutere e decidere in materia di politica monetaria, la seconda per l’ordinario gestione della BCE. Le decisioni vengono prese a maggioranza secondo il criterio che tutti hanno la stessa importanza e lo stesso peso nelle decisioni e scelte, indipendentemente dalla forza economica o politica del loro paese di provenienza. Uno dei compiti più importanti affidato al consiglio direttivo è quello di fissare i tassi di interesse (che per gli addetti ai lavori si chiama costo del denaro, ovvero un tasso minimo sui prestiti che la BCE concede alle singole banche). Attualmente il tasso di interesse è stato abbassato al minimo storico, ovvero allo 0,75%. Le decisioni prese dopo ogni riunione vengono illustrate dal presidente e vicepresidente della BCE in una conferenza stampa;
  • CONSIGLIO GENERALE: è composto dai membri del consiglio direttivo, più i 10 governatori delle banche centrali nazionali che non hanno adottato come moneta comune l’euro ma rientrano a far parte dell’unione europea. Si riunisce con scadenza trimestrale e ha funzioni consultive e di analisi delle questioni di interesse generale;
  • COMITATO ESECUTIVO: è formato dal presidente e vice presidente della BCE più altri 4 membri. È l’organo che si riunisce più spesso, ogni martedì, ed è responsabile dell’attuazione delle decisioni di politica monetaria prese dal consiglio direttivo. Per questo impartisce le istruzioni necessarie alle banche centrali nazionali ed organizza e prepara le riunioni del CD. Gestisce gli affari correnti della BCE ed è un organo collegiale i cui membri condividono la responsabilità collettiva delle decisioni. Questi sono designati dai capi di Stato o di Governo su raccomandazione del consiglio dell’UE, dopo aver consultato anche il Parlamento e il Consiglio Direttivo della BCE. Il mandato dei membri è di 8 anni.

CAUSE ED EFFETTI DELL’INFLAZIONE
Le cause dell’inflazione possono essere di due tipi; da domanda o da costi.
La prima si verifica quando un bene è molto richiesto dal mercato per eccesso di liquidità oppure per la necessità di questo e quindi le imprese per avere maggiori profitti ne aumentano il prezzo.
L’inflazione da costi si verifica invece quando il costo dei fattori produttivi (ovvero macchinari, energia, costo del lavoro, materie prime, etc.) aumenta e quindi per poter fronteggiare tutte queste spese e avere un margine di guadagno, gli imprenditori aumentano il prezzo del loro prodotto.
Gli effetti che tutto ciò provoca si ripercuotono sui redditi e sui prestiti. Per quanto riguarda i redditi tutto dipende dal tipo di lavoro che si svolge (dipendente o autonomo); se dipendente all'aumentare dei prezzi non corrisponde un aumento dello stipendio, se autonomi invece, alla crescita dei prezzi corrisponde un aumento dello stipendio direttamente proporzionale a ciò.


Sui prestiti invece tutto dipende se ci si trova in una posizione di debitore o creditore; se si è in debito si deve guardare il contratto e vedere che tipi di interessi si sono  fissati nei confronti del creditore. Se gli interessi sono fissi, anche se c’è inflazione si è in una condizione di guadagno mentre il creditore, in una posizione di perdita. Se gli interessi sono variabili, ovvero cambiano in maniera direttamente proporzionale all'aumento dell’inflazione, succede il contrario.

L'INFLAZIONE NELL'ANTICHITÀ

L’inflazione è sempre esistita fin dall'antichità. Un vero e proprio esempio è l’Impero romano con la grave crisi economica avvenuta nel III secolo. Le esigenze di amministrazione del governo, cioè le spese per il mantenimento dell’apparato burocratico, dell’esercito, il denaro speso per ridurre il malcontento popolare e la costruzione di infrastrutture, provocarono l’aumento della spesa pubblica. A tutto ciò si registrò una rilevante riduzione delle entrate, dovuta alla fine delle guerre di conquista e alla diminuzione della popolazione a causa della peste.
Gli imperatori, da Nerone (I secolo) in poi, per far fronte alla crisi finanziaria, aumentarono la quantità di denaro in circolazione, riducendo le dosi d’oro e d’argento presenti nelle monete, mescolandole con il rame. Tutto ciò provocò una forte crescita dell’inflazione che danneggiò il commercio, ma anche le attività artigianali ed agricole. 
Alla diminuzione del potere d’acquisto della moneta si aggiunse l’imposizione di tributi straordinari e di giornate di lavoro obbligatorie.
Il tentativo di bloccare questo grave problema fu condotto anche da Diocleziano, che nel 301 emanò l’Editto dei prezzi, fissando il costo massimo del lavoro, dei servizi e dei beni di prima necessità. Questo esperimento però fallì; alcune merci sparirono dal commercio ed altre furono vendute al mercato nero a prezzi più alti rispetto a quelli stabiliti. Inoltre l’imperatore creò il catasto, un ufficio che registrava ed aggiornava i beni posseduti dai cittadini. Per impedire che la crisi economica si aggravasse, Diocleziano decretò l’ereditarietà dei mestieri: i figli furono costretti a continuare il lavoro del padre. Con la caduta dell’Impero Romano e le conseguenti invasioni barbariche, l’inflazione aumentò ulteriormente.
Durante il Medioevo i sovrani erano soliti coniare le monete con la propria effigie. Il valore del denaro era incerto, legato alla quantità del metallo pregiato e dei luoghi in cui era utilizzato; per questo Carlo Magno, nel 794, decise di assumere il monopolio del conio delle monete, in modo da garantirne il valore intrinseco. L’imperatore fece coniare una moneta d’argento senza effigie del re. Questa riforma ebbe tre effetti positivi: la coniazione fu resa più facile, la possibilità di falsificazione fu limitata e fu data l’unità della misura di valore in un’area assai vasta.
 Moneta coniata da Carlo Magno.


L’INFLAZIONE ATTUALMENTE IN ITALIA
 
Come possiamo notare dal grafico l’inflazione negli ultimi trimestri sta diminuendo fortemente anche se gli economisti dicono di non allarmarsi perché il rischio di deflazione è lontano. Il fatto che l’inflazione si attesti comunque su livelli poco superiori all'1% non è un dato positivo e confortante poiché conferma il rallentamento dell’economia.


LA PERCEZIONE DEI CITTADINI SULL'INFLAZIONE

Durante l’anno, è stato sottoposto un  questionario ai cittadini, di età dai 20 a under 60, per verificare la percezione che questi avevano sull'inflazione.
Il 79% degli intervistati  ha risposto correttamente alla domanda relativa alla definizione di inflazione, ovvero l'aumento dei prezzi, mentre solamente il 12% ha risposto che è l’aumento dello spread e una quota ancora minore, ovvero il 9%, che è la diminuzione dei prezzi.
Per quanto riguarda la domanda “da che cosa crede sia principalmente causata?” il 31% ha risposto l’alto livello di tassazione,  il 36%  ha risposto l'inaffidabilità politica, il 18% ha risposto la diminuzione delle domanda dei beni. Infine solo il 15% ha risposto correttamente affermando che è l’aumento della domanda rispetto all'offerta. Da questo dato si può dedurre che solamente pochi cittadini sono informati sulle cause di ciò attribuendole a fattori non determinanti.
Per due italiani su tre l’inflazione incide fortemente nella loro vita, mentre solo il 46% degli intervistati sa che è la BCE l’organo che controlla l’inflazione.
Il 49 % ha affermato che l’inflazione agisce sia sul reddito consumato sia sul reddito risparmiato e il 33% che l’inflazione colpisce i beni primari e necessari, mentre il 55% ha dichiarato che influenza sia i beni primari e necessari che i beni superflui.
Per il 61% dei cittadini l’inflazione è collegata alla crisi.
L’80 % degli intervistati aveva sentito parlare di inflazione prima della crisi attuale.
Secondo il 68%  in Italia c’è  inflazione, il 26% ritiene che il tasso di inflazione sia tra lo 0 e il 2%, il 55 % ritiene che il tasso si aggiri tra il 2 e il 6%, mentre il 20 % afferma che il tasso vada oltre il 6%.
Possiamo quindi affermare che la maggior parte dei cittadini sono consapevoli di questo fenomeno in quanto incide sulle loro vite. Nonostante ciò molti non sanno a quanto ammonti il suo tasso.
Con la professoressa di matematica abbiamo rilevato per 7 mesi i prezzi di alcuni prodotti per osservare l'inflazione.


ALIMENTARI

succo di frutta
150kg di pane
cibo per cani
ottobre
2,67
1,5
1,74
novembre
2,67
1,55
1,94
dicembre
2,66
1,6
1,94
gennaio
2,66
1,6
1,94
febbraio
2,68
1,4
1,93
marzo
2,7
1,35
1,93
aplile
2,71
1,35
1,92
maggio
2,72
1,3
1,9


 
ALTRO
  
vernel
crema per il viso
ottobre
3,08
5,31
novembre
3,29
5,32
dicembre
3
4,94
gennaio
3,03
5,32
febbraio
3,06
4,95
marzo
3,01
5,32
aprile
3,06
5,32
maggio
3,06
5,32